Restauri Como di Monica Capuano

Chiesa parrocchiale conversione di san Paolo in Zelbio (co) – pala d’altare dipinto olio su tela del Carloni

Il dipinto, olio su tela, raffigura la Conversione di San Paolo sulla via di Damasco, è una delle raffigurazioni più tipiche legate al Santo, che secondo la tradizione, Saulo (generale romano) viaggiava a piedi o a cavallo con la sua legione da Gerusalemme a Damasco, accecato dalla folgore di Dio stramazza al suolo, e Cristo gli appare in un alone luminoso e scaglia la Sua spada contro Paolo che, prosternato al suolo, cominciò a sentire una voce misteriosa, tentò di alzarsi ma non riuscì poichè era diventato cieco, e per portarlo in città i suoi compagni dovettero accompagnarlo a mano, per tre giorni rimase senza vista e digiunò.

L’iconografia classica raffigura sovente Saulo (o Paolo) tra un lupo e un agnello, figure che stanno a rappresentare che con l’aiuto di Dio e la fede in Cristo anche un lupo si può trasformare in un agnello.

Stato di conservazione

Un attento studio preliminare e analisi chimiche condotte in laboratorio, ci hanno permesso di valutare con precisione lo stato di conservazione dell’opera, determinando la tipologia d’intervento necessaria alla tutela del bene.
La tela come confermato dall’esame della fibra tessile, si presentava in discreto stato di conservazione, tanto che si è optato per non rifoderare il dipinto.
Il telaio era in pessimo stato , ormai inadeguato alla sua funzione di supporto, e si presentava fragile per una tarlatura diffusa e la presenza di marciscenze.

Interventi di restauro

Pulitura

Dopo aver smontato la tela dal telaio, si è provveduto alla pulitura del retro del dipinto spazzolando la superficie per eliminare la polvere.
L’intervento più importante e significativo che ha caratterizzato il restauro del quadro è stato quello di pulitura della tela (film pittorico), che ha riportato alla luce i colori originali offuscati da un spesso strato di polveri e nero fumo

Consolidamento

Il consolidamento localizzato della pellicola pittorica è stato limitato alle piccole parti dove c’erano sollevamenti di colore e realizzato con colletta e termocauterio.

Bande di tensionamento

Sul retro, ai bordi del dipinto, sono state applicate delle strisce di tela (con trama simile all’originale) incollate con la colla pasta e stirate.
Le bande di tensionamento hanno permesso e facilitato il tiraggio della tela sul nuovo telaio, sagomato e regolabile con le zeppe.

Integrazione cromatica

L’intervento pittorico è stato minimo visto che la tela presentava piccolissime lacune.

Protezione finale

Sono state applicate due mani di vernice del tipo matt, per proteggere e rendere più visibile il dipinto senza interferire con la sua naturale lucentezza

Restauro degli stucchi settecenteschi

Prima di riposizionare la pala d’altare di Carlo Innocenzo Carloni, nella sua nicchia in stucco, si è optato per la pulitura degli stucchi che si presume, siano sempre opera dello stesso Carloni .
La cornice, realizzata in modanatura semplice, è ornata da volute in foglia d’acanto e da putti, in alto sulla sommità del dipinto campeggia il cartiglio con la scritta VAS ELECTIONIS EST MIHI ISTE ACT IX (colui che è stato da me eletto, atto degli apostoli capitolo 9).

Stato di conservazione

La cornice in stucco era ricoperta da uno spesso strato di vernice gialla che appiattiva la plasticità del modellato, inoltre presentava delle piccole lacune .

Intervento di restauro

Gli stucchi sono stati puliti a secco con il bisturi e la spugna wischab, mettendo in risalto la loro naturale bellezza.
Le lacune sono state colmate con gesso scagliola.

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